Riparare, antidoto contro il consumismo.

L'ultimo gladiatore, dopo l'estinzione dei dinosauri, arrotini, ombrellai e pifferai, oggi parliamo del riparatore di elettrodomestici. L'ultimo baluardo contro il consumismo frenetico, gli oggetti che usano le massaie hanno un'usura programmata. Tutti gli elettrodomestici si buttano, non si riparano ed allo scadere della garanzia si guastano, sempre di sabato pomeriggio e quando servono.
Questo artigiano si ostina nell'opera improba di riparare le cose, vive in uno sgabuzzino attorniato da 1000 lavatrici, ferri da stiro ed oggetti vari.
Quando incontra qualcosa di non funzionante, vede in realtà un pezzo di ricambio e cerca di conservare tutto ossessivamente. In realtà, ci vorrebbe il capannone della fiera e la memoria di un elefante per ricordarsi tutto.
Le caratteristiche che contraddistinguono il soggetto sono soprattutto l'estrema pazienza, non solo nel riparare l'oggetto ma 
anche nel rapportarsi con i clienti che notoriamente non vogliono spendere e vogliono il lavoro fatto subito e bene. Voglio, voglio, voglio è la parola d'ordine.
Inoltre, occorre essere dotati di estrema manualità, gli elettrodomestici non si smontano, sono indisponenti come un bimbo che vuol restare al parco e presentano delle viti nascoste. Il numero delle viti è inversamente proporzionale alla dimensione dell'oggetto.
Dopo aver smontato l'elettrodomestico, arriva il bello, trovare il pezzo, cambiarlo e rimontarlo. Quasi sempre vi sono delle viti in eccesso e spesso l'oggetto non si chiude. L'artigiano non deve scomporsi, flemma e sangue freddo sono il suo pane quotidiano.
Artigiano combattente, resisti non abbandonarci allo scadere della garanzia.

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